Edited by Alessio Capobianco & Alessandro Nespoli, Direttori Creativi, ALL
Alessio Capobianco
C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi trend quello che sta succedendo: il 79% delle persone, giovani in particolare, vuole partecipare a più eventi live nel 2026. Sembra una crescita naturale, invece è un cambio di direzione. Perché nello stesso momento in cui l’AI accelera tutto, cresce anche una fatica diffusa: overload di contenuti generati, feed saturi, esperienze tutte simili. Quello che molti iniziano a chiamare ‘slop’, un contenuto senza anima e corpo. E allora succede qualcosa di interessante: le persone tornano a cercare esperienze (solo in apparenza) imperfette nel senso di autentiche, fisiche, partecipate. Per anni abbiamo ragionato in termini di ROI.
Oggi forse il centro strategico-creativo si sposta su un altro indicatore che chiamiamo ROE: Return on Experience. Lo vediamo chiaramente anche nelle richieste dei brand: meno spettacolarizzazione, meno ‘tech’ urlato, più autenticità. Un ritorno al semplice, all’analogico. Il paradosso di questo periodo è tutto qui: più cresce l’intelligenza artificiale, più aumenta il valore dell’esperienza reale. È quello che possiamo definire un vero e proprio Reset to Real.

Alessandro Nespoli
Questo reset cambia anche il modo in cui misuriamo il valore. Perché i numeri parlano chiaro:
- il 97,4% dei professionisti del marketing considera il live centrale
- il 49% degli event planner identifica nella HUMAN CONNECTION il driver principale
- e soprattutto l’87% delle persone cerca esperienze che le cambino emotivamente.
Il punto è proprio questo: l’esperienza smette di essere contenuto e diventa trasformazione. E qui entra in gioco l’AI, con un ruolo nuovo nel rendere il racconto di ogni evento live più rilevante. Succede che l’AI cambia layer: lavora nel backstage, diventa infrastruttura, regia invisibile, motore di personalizzazione. C’è ma non si vede o se si vede è ben integrata in una dimensione più corale. Mentre entertainment ed engagement tornano umani. L’esperienza resta analogica, ma è orchestrata digitalmente.
E forse il vero lusso oggi è questo: un #momento che esiste solo lì, solo in quel #momento, solo per chi c’è.
