{"id":4239,"date":"2025-02-05T11:35:10","date_gmt":"2025-02-05T11:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/uniting.it\/?p=4239"},"modified":"2025-02-06T10:08:47","modified_gmt":"2025-02-06T10:08:47","slug":"i-social-non-sono-fatti-per-i-brand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uniting.it\/eng\/i-social-non-sono-fatti-per-i-brand\/","title":{"rendered":"I social non sono fatti per i brand."},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\"><em>Edited by<strong> Leonardo Bonaccorso<\/strong>, Deputy Executive Creative Director, KIWI<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-left\">Ti ricordi cosa accadde quando i social apparvero nel mondo della comunicazione? Una svolta epocale. Un cambio di paradigma che travolse agenzie, brand e creativi. Del tutto impreparati.<br>Nacquero professioni nuove e sconosciute, oggi del tutto comuni. Tipo il social media manager. Mentre alle professioni vecchie si aggiunse un aggettivo.<br>Il copywriter, ma digital. E poi l\u2019art director, ma digital. Quindi le agenzie, ma digital.<br><br>Un modo semplice per distinguere nuove competenze e vecchie abitudini della pubblicit\u00e0. Per rimarcare la differenza tra quegli spot subiti inermi davanti alla tv e le entusiasmanti prospettive dell\u2019internet. Aperto, partecipato, condiviso.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h6 class=\"wp-block-heading has-text-align-left\"><strong>Ma di tutta quella confusione, di tutta quell\u2019euforia che prometteva un nuovo dialogo con i consumatori, oggi cosa rimane?<\/strong> <\/h6>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-text-align-left\"><strong>Risposta breve: un botto di cose. Perch\u00e9 il mondo \u00e8 <em>davvero<\/em> cambiato. Le nuove competenze sono state <em>realmente<\/em> necessarie. E quella dei social \u00e8 stata una svolta <em>senza dubbio<\/em> epocale.<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-text-align-left\"><strong>Oggi tutto passa attraverso i social. E se non ci passa, non esiste.<\/strong><\/h5>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"2560\" src=\"https:\/\/uniting.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ezi-ZcY6QeXg_J4-unsplash-edited-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4241\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p>Ti ricorderai quel celebre interrogativo che diceva \u201cse un albero cade in una foresta e nessuno lo sente, fa rumore?\u201d<br>Ecco, vale perfettamente anche per descrivere la comunicazione nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Se una creativit\u00e0 della Madonna viene esposta in out of home e nessuno la condivide, fa rumore?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento alla campagna per il lancio della serie Netflix ACAB, a cura di Dude, \u00e8 palese. Ma gli esempi sarebbero infiniti. Tutto passa attraverso i social. L\u2019attualit\u00e0, l\u2019intrattenimento, la cultura, il trash. E pure gli stessi altri mezzi di comunicazione: la tv, la radio, i giornali passano attraverso i social. L\u2019unico posto dove sono ancora realmente seguiti da un pubblico.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>I social sono il termometro della realt\u00e0. <br>Il loro linguaggio non \u00e8 pi\u00f9 quello di un canale, ma di un\u2019intera societ\u00e0.<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Eppure, di quell\u2019euforia dei tempi primordiali del social, c\u2019\u00e8 qualcosa che mi sembra persa. <\/strong>Qualcosa di fondamentale che non \u00e8 del tutto sopravvissuto.<br><br>Penso a quel fervore rivoluzionario, a quel concetto di \u201csocial network&#8221; che era qualcosa di simile alla storia di Prometeo che porta il fuoco agli uomini. Uno strumento per le persone, per connettersi, creare reti, collaborare e conversare. Penso a quello spirito democratico, lucido eppure futuristico, che &#8211; per esempio &#8211; nel 2001 ha ispirato la stesura del Cluetrain Manifesto. Il celebre elenco di 95 comandamenti, scritti da 4 marketer americani, per educare le aziende ad approcciare i nuovi mercati nell\u2019era di internet.<br><br>Non serve leggerlo tutto. Il livello dell\u2019attenzione \u00e8 un\u2019altra cosa che internet ha cambiato per sempre. Probabilmente nessuno \u00e8 arrivato fino a questa riga di questo editoriale.<br>Comunque, dicevo, non serve leggerlo tutto. Bastano le prime tre tesi.<br><br><em>1. I mercati sono conversazioni. <br>2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici. <br>3. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><br><strong>Insomma, ci ricordiamo che i social sono nati per la gente e non per i brand?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><br>Credo che il problema pi\u00f9 complesso della comunicazione pubblicitaria sia stato quello di dover passare da una cornice creata appositamente per la comunicazione pubblicitaria &#8211; il 30\u201d, la pagina di giornale, il billboard 4&#215;6 &#8211; a uno spazio pensato per condividere la vita delle persone. Lo status, il post, il reel, le stories, i TikTok.<br><br>E questo, nonostante il social blu sia nato ormai 20 anni fa, rimane ancora il nostro problema pi\u00f9 complesso.<br><br><em>Come far parlare un brand sui social?<br>Ma cosa avr\u00e0 da dire un brand in una stories? <br>Ma perch\u00e9 un brand deve pubblicare ogni giorno su almeno tre piattaforme?<br><\/em><br>Non lo so. Ma ho una mia idea.<br><strong>E la risposta \u00e8 proprio collegata a quello spirito rivoluzionario del 2001 e del Cluetrain Manifesto.<br><\/strong><br>I social sono per le persone e nessuna persona vuole il suo feed invaso da messaggi pubblicitari. Se voglio un prodotto, oggi me lo cerco su Google. Vedo le recensioni. Poi i reel degli influencer che l\u2019hanno provato. Trovo il prezzo pi\u00f9 basso e me lo compro.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Sul feed voglio altro. Voglio sentire e vedere persone che dicono e fanno cose.<br>Voglio storie, arte, una battuta da boomer. Qualcosa che mi faccia ridere, ma anche riflettere. Voglio contenuto.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il fatto \u00e8 che i brand oggi hanno ancora troppo timore a parlare. <\/strong><strong><br><\/strong><strong>E pensano troppo a parlarsi addosso.<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Ti ricordi di Ceres su Facebook?<br>S\u00ec, oggi mi piace guardare al passato. Per\u00f2 quello di Ceres \u00e8 ancora l\u2019esempio pi\u00f9 lampante di un brand che si ricorda delle persone che stanno dall\u2019altra parte dello smartphone. E con loro ci parla.<br>Un brand che non ha paura di un target &#8211; il suo &#8211; che \u00e8 pure sporco, duro e impresentabile. E per questo \u00e8 disposto a imparare e parlare la sua lingua.<br>Gli instant di Ceres erano pura attitude e zero (o quasi) prodotto.<br><br><strong>Per parlare sui social, vale ancora la stessa regola:<br>dimenticati del prodotto, ma mostrami chi sei.<\/strong><br><br>Che sia una serie su YouTube, un Reel, un carousel su Instagram.<br>La legge \u00e8 sempre quella: tu, brand caro brand, quanto sei disposto a non mostrare il prodotto nei primi 5 secondi? Ad accettare che il logo sia non sempre perfettamente visibile?<br><br>E di pi\u00f9: quanto sei disposto a postare un TikTok del tutto non-sense, come piace alla Gen Z? O a collaborare con creator che non sono esattamente la personas che hai nelle slide del tuo posizionamento?<br><br><strong>Quanto sei pronto a calarti nella realt\u00e0?<br>A parlare con le vere persone che ti comprano?<\/strong><br><br>Ecco, alla fine di tutto, penso solo una cosa.<br>Che poi \u00e8 la stessa, spero, possa ispirare il lavoro della nostra agenzia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oggi i social ci sfidano a guardare al mondo reale.<\/strong><strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-content-justification-center is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-fc169830 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\"><em><strong>Segui Leonardo e KIWI su LinkedIn!<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/leonardo-bonaccorso-35468989\/\"><strong>Leonardo Bonaccorso<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\"><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/kiwi-digital-srl\/?viewAsMember=true\"><strong>KIWI<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:28px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Editorial] Perch\u00e9 il mondo \u00e8 davvero cambiato. 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